gf0710p1020ogs

Diagnosi on-board - Funzionamento

Tipo gf · tema 07.10 · versione 0100 · 2013-04-25

Valido per: MOTORE 642.8 nel TIPO 222

Collocazione

Gruppo funzionale 1 Motore › 07 Preparazione della miscela › 07.10 Gestione elettronica motore/Regolazione elettronica motore — Serie 222

Valido anche per motori/cambi: 642 8**

GF07.10-P-1020OGS

Diagnosi on-board - Funzionamento

10.4.13

MOTORE

642.8 nel TIPO 222

Presupposto per il funzionamento diagnosi on-board (OBD) - Generalità

Morsetto 87M (gestione del motore ON)

Diagnosi on-board - Generalità

Viene impiegato un sistema di diagnosi on-board di seconda generazione (OBD II). In Europa la OBD II, con i relativi adeguamenti per il mercato europeo, è denominata diagnosi di bordo europea (EOBD). Il sistema OBD è integrato nella centralina di comando CDI (N3/9) e svolge le seguenti funzioni:

- Controllo dei componenti e sistemi rilavanti per i gas di scarico durante la marcia

- Rilevamento e memorizzazione dei funzionamenti irregolari

– Trasferimento dei guasti rilevati tramite un'interfaccia unitaria (connettore per la diagnosi (X11/4)) a un'apparecchiatura di diagnosi (ad es. Xentry Diagnostics

– Visualizzazione funzionamenti irregolari mediante l'icona spia di controllo diagnosi motore nello strumento combinato (A1)

La OBD mira a raggiungere i seguenti obiettivi:

- Garanzia di emissioni costantemente ridotte di gas di scarico

– Protezione dei componenti a rischio di danni provocati da accensione irregolare (come ad es. catalizzatore)

I seguenti componenti e sistemi vengono sorvegliati:

- Percorso aria aspirata

- Impianto del carburante

- Impianto di preriscaldamento

- Sistema di ricircolo dei gas di scarico

- Regolazione della stabilità di funzionamento

- Sonda lambda

- Riscaldamento della sonda lambda

– Filtro particolato diesel

– Sistema AdBlue®

– Altri componenti rilevanti ai fini delle emissioni oppure componenti il cui guasto impedisce la diagnosi di un altro componente

Svolgimento della funzione diagnosi on-board (OBD)

La OBD è descritta nei seguenti punti:

Svolgimento della funzione riconoscimento guasti

Svolgimento della funzione procedura di controllo

Svolgimento della funzione sorveglianza ciclica

Svolgimento della funzione sorveglianza costante

Svolgimento della funzione codice di disponibilità (Readiness Code)

Svolgimento della funzione memorizzazione dei guasti

Svolgimento della funzione prevenzione di guasti indiretti

Svolgimento della funzione memorizzazione dei dati di specificazione guasto

Svolgimento della funzione segnalazione di guasto

Svolgimento della funzione lettura della memoria guasti

Svolgimento della funzione cancellazione dei guasti

Svolgimento della funzione riconoscimento guasti

La centralina di comando CDI controlla la propria plausibilità e quella dei segnali in ingresso e in uscita e riconosce eventuali guasti.

I guasti e la relativa memorizzazione si distinguono come segue:

– Guasto permanente

– Falso contatto che si è verificato durante un ciclo di marcia

I seguenti guasti vengono riconosciuti con frequenza e durata:

- Segnali superiori o inferiori al valore limite (ad es. cortocircuito, interruzione del cavo, sensore guasto)

- Combinazione illogica di diversi segnali

- Circuito di regolazione al limite inferiore o superiore dell'intervallo di regolazione

– Guasti nelle catene funzionali (processi di controllo anomali,

ad es. durante la regolazione della stabilità di funzionamento)

– Messaggi di guasto tramite i bus dati CAN

Svolgimento della funzione procedura di controllo

Nell'ambito della procedura di controllo si distingue tra controllo dei componenti e controllo delle catene causali.

Controllo dei componenti

Il controllo dei componenti è il controllo diretto di un componente. Esso include:

- Sorveglianza dell'alimentazione di tensione e dei circuiti elettrici

- Confronto dei segnali dei sensori con i segnali di altri sensori e i valori di riferimento memorizzati

I risultati del test possono essere i seguenti tre:

- Segnale presente (controllo superato)

- Segnale assente (guasto)

- Segnale presente, ma non plausibile (guasto)

Controllo delle catene causali

Il controllo delle catene causali è il controllo indiretto dell'effetto di una variazione comandata.

Durante questo controllo vengono verificati singoli componenti e sistemi che non possono essere verificati mediante il controllo dei componenti.

La catena causale è la sequenza comandata di causa ed effetto.

La centralina di comando CDI attiva uno o più componenti (causa) e valuta i risultanti segnali emessi da sensori (effetto). Durante questo procedimento la centralina di comando CDI confronta i segnali del sensore con i valori di riferimento memorizzati, verificando così l'assenza di guasti oppure il funzionamento anomalo di componenti e sistemi.

Mediante i controlli delle catene causali si sorvegliano:

- Regolazione della stabilità di funzionamento

- Sistema di ricircolo dei gas di scarico

- Riscaldamento della sonda lambda

Svolgimento della funzione sorveglianza ciclica

Mediante la funzione di sorveglianza ciclica vengono sorvegliati i componenti e i sistemi che non sono costantemente attivi. La rigenerazione, ad esempio, viene eseguita solo durante l'esercizio di marcia nella fascia di carico parziale e può pertanto essere sorvegliata soltanto in questa fase di esercizio.

I seguenti componenti e sistemi vengono sottoposti a sorveglianza ciclica:

- Impianto del carburante

- Sistema di ricircolo dei gas di scarico

- Regolazione della stabilità di funzionamento

- Sonda lambda

- Riscaldamento della sonda lambda

– Rigenerazione

Svolgimento della funzione sorveglianza costante

La sorveglianza costante consiste in una sorveglianza continua dall'avviamento motore fino al disinserimento dell'accensione.

I seguenti componenti e sistemi vengono sottoposti a sorveglianza costante:

- Percorso aria aspirata

- Impianto di preriscaldamento

– Filtro per il particolato

– Sistema AdBlue®

– Sfiato del basamento

­ Impianto di raffreddamento

– Tutti i restanti componenti rilevanti ai fini delle emissioni

Svolgimento della funzione codice di disponibilità (Readiness Code)

Per poter valutare l'assenza di guasti dei componenti e dei sistemi sottoposti a sorveglianza ciclica durante la lettura della memoria guasti, deve esservi la disponibilità al controllo di questi ultimi. La disponibilità al controllo di un componente o di un sistema è rappresentata dal Readiness Code. Il Readiness Code consente di verificare se i controlli volti al riconoscimento dei guasti sono stati eseguiti almeno una volta e se pertanto il componente o il sistema è attivo.

La disponibilità al controllo viene rilevata almeno una volta ogni ciclo di marcia e in presenza della disponibilità al controllo viene emesso il Readiness Code. Affinché venga emesso il Readiness Code, è sufficiente che il veicolo abbia verificato almeno una volta tutti i componenti appartenenti a un sistema.

Ai fini dell'emissione del Readiness Code, il risultato del controllo è irrilevante. Ciò significa che esso viene emesso anche nel caso in cui venga accertato un guasto del sistema o del componente.

Il Readiness Code viene emesso per i seguenti componenti o sistemi al termine del loro controllo:

- Impianto del carburante

- Sistema di ricircolo dei gas di scarico

- Regolazione della stabilità di funzionamento

- Sonda lambda

- Riscaldamento della sonda lambda

– Rigenerazione

Se la disponibilità al controllo dei singoli sistemi o componenti non sussiste, può essere generata con l'apparecchiatura di diagnosi A tal fine la catena causale viene avviata manualmente tramite una voce di menu del software di diagnosi.

Cancellando i codici guasto vengono resettati automaticamente tutti i Readiness Code.

Svolgimento della funzione memorizzazione dei guasti

I guasti rilevanti per le emissioni allo scarico identificati durante il ciclo di marcia attuale e quello precedente vengono memorizzati temporaneamente nella OBD fino alla loro conferma (manifestazione del guasto per due cicli di marcia consecutivi) sotto forma di un codice guasto, il cosiddetto DTC (Diagnostic Trouble Code).

Se un guasto accertato si verifica per due cicli di marcia consecutivi, al termine del secondo ciclo di marcia il codice guasto viene memorizzato nella memoria guasti della centralina di comando CDI.

Ciclo di marcia

Un ciclo di marcia è costituito da avviamento motore, marcia del veicolo e arresto del motore, con contemporaneo aumento della temperatura del liquido di raffreddamento durante la marcia di almeno 22 °C fino al raggiungimento di almeno 70 °C.

Svolgimento della funzione prevenzione di guasti indiretti

In caso di individuazione e memorizzazione di un segnale anomalo, vengono interrotti tutti i controlli in cui tale segnale è utilizzato come parametro di confronto (cosiddetto bloccaggio trasversale). Il tal modo si impedisce la memorizzazione di guasti indiretti.

Svolgimento della funzione memorizzazione dei dati di specificazione guasto

Oltre al guasto verificatosi, vengono memorizzate tutte le condizioni di funzionamento, i cosiddetti dati di specificazione del guasto (Freeze Frame Data).

Se il guasto si verifica una seconda volta, vengono memorizzati anche questi dati di specificazione guasto. Se il guasto persiste, gli ultimi dati di specificazione del guasto memorizzati vengono aggiornati. È pertanto possibile leggere i dati di specificazione guasto memorizzati alla prima e all'ultima comparizione del guasto.

I dati di specificazione guasto sono ad es.:

- Velocità veicolo

- N. di giri del motore

- Temperatura del liquido di raffreddamento

- Temperatura aria aspirata

– Temperatura dell'aria di sovralimentazione e pressione dell'aria di sovralimentazione

– Tensione di alimentazione

- Stato di carico del motore

- Valore di adattamento della regolazione dell'iniezione

Svolgimento della funzione segnalazione di guasto

L'icona diagnosi del motore nello strumento combinato viene attivata dalla centralina di comando CDI tramite il CAN trasmissione (CAN C1), la centralina di comando organi della trasmissione (N127), il FlexRay autotelaio (Flex E), la centralina di comando blocchetto di accensione elettronico (N73) e il CAN interfaccia utente (CAN HMI). Se un guasto si verifica in due cicli di marcia consecutivi, si accende l'icona spia di controllo diagnosi motore. In caso di accensioni irregolari che possono danneggiare il catalizzatore, l'icona spia di controllo diagnosi motore lampeggia fintanto che si verificano le accensioni irregolari e successivamente rimane accesa a luce fissa per l'intero ciclo di marcia (restante).

La segnalazione di guasto tramite l'icona spia di controllo diagnosi motore si spegne autonomamente dopo 3 cicli di marcia consecutivi senza guasti.

Svolgimento della funzione lettura della memoria guasti

La centralina di comando CDI è collegata tramite il CAN trasmissione, la centralina di comando organi della trasmissione, il FlexRay autotelaio, la centralina di comando blocchetto di accensione elettronico e il CAN della diagnosi (CAN D) con il connettore per la diagnosi. I codici guasto memorizzati e i relativi dati di specificazione del guasto nonché i Readiness Code possono essere letti con un'apparecchiatura di diagnosi reperibile in commercio oppure con Xentry Diagnostics con "accensione ON" oppure con il motore in moto tramite il connettore per la diagnosi.

Svolgimento della funzione cancellazione dei guasti

I guasti memorizzati vengono cancellati autonomamente dalla memoria guasti solo dopo 40 cicli di marcia consecutivi senza guasti. Possono però anche essere cancellati dopo una riparazione con un'apparecchiatura di diagnosi reperibile in commercio o con Xentry Diagnostics.

Schema di funzionamento impianto elettrico diagnosi on-board

PE07.10-P-2720-97SEB

Panoramica componenti del sistema Iniezione diesel Common Rail (CDI)

GF07.16-P-9997OGS

Documenti citati