In seguito alla permanente ottimizzazione del processo per l'ordinazione delle targhette di identificazione del veicolo, dal 07.04.2014 viene portata a completamento una modalità di ordinazione automatizzata.
Affinché l'ordinazione della targhetta di identificazione del veicolo segua in futuro anche per le autovetture correttamente le fasi di processo automatizzate, prima dell'ordinazione è necessario controllare i dati del veicolo rilevanti in VeDoc per verificarne lo stato di aggiornamento e la completezza. In caso di eventuali scostamenti, è necessario aggiornare, completare o correggere i dati.
Le basi sono i documenti del veicolo specifici per Paese o i fogli CoC del veicolo corrispondente.
Se sul veicolo sono state eseguite modifiche costruttive che si ripercuotono sui dati rilevanti per la targhetta di identificazione del veicolo, esse vanno opportunamente adattate in VeDoc (dati targhetta di identificazione).
Quando tutti i dati necessari sono memorizzati correttamente nel sistema, è possibile far partire autonomamente l'ordinazione secondo le indicazioni delle direttive sui componenti passibili di abuso e seguirne l'andamento nei sistemi di ordinazione. La documentazione e l'archiviazione dei documenti si svolgono, analogamente a come avviene per l'ordinazione dei componenti passibili di abuso e degli elementi di chiusura, secondo le direttive sui componenti passibili di abuso. Il relativo n. categorico va ricavato nell'EPC. Dal 07.04.2014 in poi è valido esclusivamente il processo descritto sopra.
La responsabilità per i contenuti delle targhette di identificazione del veicolo stampate in fabbrica è dell'azienda ordinante.
Se non è presente l'autorizzazione alla modifica per VeDoc, contattare la Rappresentanza nazionale competente (ELC, MPC, ecc.). Questa può poi documentare le modifiche o gli aggiornamenti necessari prima dell'ordinazione.
In caso di domande di chiarimento relative a schede dati mancanti, presentare un'interrogazione XSF su VeDoc.