GF49.10-P-2010IP | Catalizzatore a tre vie, descrizione dei componenti | 27.9.04 |
MOTORE 646.951 nel TIPO 211
MOTORE 646.961 nel TIPO 211
MOTORE 646.962 nel TIPO 203 fino a modello anno 8
MOTORE 646.963 nel TIPO 203 fino a modello anno 8
MOTORE 646.966 nel TIPO 209
P49.10-2242-06
Illustrazione riferita al tipo 211
senza DPF codice 474
1 Impianto di scarico
2 Catalizzatore su cruscotto
3 Catalizzatore sottoscocca
4 Silenziatore terminale
Funzione
Riduzione delle emissioni di scarico:
Ossido di azoto (NOX)
Idrocarburi (HC)
Monossido di carbonio (CO)
Particelle di fuliggine
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Struttura precatalizzatore nella versione di filtro per il particolato diesel (codice 474)
120/1 Catalizzatore su cruscotto
Il filtro per il particolato diesel (DPF) è avvitato come unità al precatalizzatore.
Durante la fase di rigenerazione del DPF la post-combustione che avviene nel precatalizzatore genera una energia termica supplementare che viene utilizzata per riscaldare il DPF.
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Struttura (schematica)
1 Monolito in ceramica
2 Rete metallica (incassata)
3 Corpo a parete doppia (isolamento)
4 Strato (Washcoat) con rivestimento in platino e rodio
I monoliti ceramici sono corpi in ceramica attraversati da diverse migliaia di piccoli canali. Attraverso i condotti scorrono i gas di scarico. La ceramica è costituita da silicati di magnesio e alluminio refrattari.
Il monolito, che reagisce con la massima sensibilità a tensioni, è una rete metallica elastica con fili di acciaio ad alta lega ed è collocato all'interno di un corpo in acciaio inossidabile a parete doppia.
I monoliti ceramici necessitano di uno strato (washcoat) di ossido di alluminio (Al2O3), che ingrandisce la superficie efficace del catalizzatore all'incirca del fattore 7000
Nei catalizzatori a tre vie, lo strato catalitico attivo applicato sul supporto è costituito principalmente da platino e rodio.
Il platino accelera l'ossidazione degli idrocarburi (HC)
e del monossido di carbonio (CO), il rodio la riduzione degli
ossidi di azoto (NOx).
Il contenuto di metallo prezioso all'interno di un catalizzatore è di
circa 3 g.
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Funzionamento (schema)
A Gas di scarico non depurati
B Gas di scarico depurati
F Miscela ricca
M Miscela magra
λ Lambda (rapporto carburante-aria)
CO Monossido di carbonio
CO2 Biossido di carbonio
HC Idrocarburi
H2O Acqua
N2 Azoto
NOX Ossidi di azoto
I gas di scarico fluiscono attraverso il catalizzatore ed entrano così in contatto con i metalli preziosi platino e rodio.
Per ossidazione, il monossido di carbonio (CO) viene trasformato in biossido di carbonio (CO2) e gli idrocarburi (HC) in acqua (H2O)+ biossido di carbonio (CO2). In questo modo anche la massa del particolato emessa si riduce in quanto gli idrocarburi contenuti nella fuliggine (componenti carboniose) vengono ridotti durante l'ossidazione.
Per riduzione, gli ossidi di azoto (NOx) vengono trasformati in azoto (N2) + biossido di carbonio (CO2).
Determinante per la trasformazione delle sostanze nocive è il contenuto residuo di ossigeno nei gas di scarico. Il miglior tasso di conversione delle sostanze nocive si ottiene con valore λ=1.
Condizioni funzionali
Come nella sonda O2, anche nel catalizzatore gioca un ruolo molto importante la temperatura di esercizio. Una conversione (trasformazione) degna di nota delle sostanze nocive avviene solo a partire da una temperatura di esercizio di circa 250 °C.
Condizioni di funzionamento ideali per un elevato grado di trasformazione e una lunga durata rientrano nella fascia compresa tra circa 400 e 800 °C.
Grazie alla proprietà di depurare contemporaneamente tre sostanze nocive, viene utilizzata la denominazione "catalizzatore a tre vie".